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Journal of Seventeenth-Century Music

Journal of Seventeenth-Century Music

Volume 17 (2011) No. 1

Published 2015

Masotti Correspondence

Colleen Reardon, editor

The Masotti Correspondence [MC] contains transcriptions of letters from Vincenza Giulia Masotti to Cardinal Sigismondo Chigi that are preserved as a group among other correspondence in the Vatican Library, I-Rvat Archivio Chigi 33, fols. 555r–627v. Whoever bound these letters together tried to place them in chronological order. However, the binder did not take into consideration Masotti’s use of two different dating systems: one in which the New Year began at Christmas (used widely in Rome) and one in which the New Year began on the following March 1 (typical of Venetian documents). The transcriptions appear below in what the authors believe to be the correct chronological order, with dates given at the beginning of each letter (rather than at the end, where Masotti placed them). On those letters where Masotti used “old style” dates, we have left what she wrote and inserted the actual year as we now calculate it in square brackets (see MC 8, for example). Undated letters appear last, as they do in the original source.

The transcriptions presented here are in no way complete. Instead, they generally focus on passages of interest to scholars of theatrical music, its practioners, and its patronage in the seventeenth century. The documents are often not easy to decipher; some passages are hidden in the binding of the volume, and in many letters the ink has eaten through the paper and created unreadable blots or holes. Adding to the difficulty of transcription is Masotti’s own truly terrible handwriting. We have indicated by [illeg.] the places where the binding hides words, or where ink blots, holes in the paper, or simply horrible script have made reading the text next to impossible. Problematic words are followed by a question mark within parentheses. Most standard abbreviations have been resolved without resorting to the use of italics (e.g., V. E. is always rendered as “Vostra Eminenza”). One exception to this rule is the “S” for “saint” or “saints” that we let stand. We have not attempted to modernize Masotti’s spelling, which is sometimes at odds with modern orthography; words mostly appear as Masotti wrote them. In some cases, we have inserted letters or complete words in brackets to render the text more understandable. We have also added modern punctuation to help the reader.

The editor is grateful to Valeria De Lucca, Beth Glixon, Nello Barbieri, and Jonathan Glixon, who helped resolve some of the most difficult passages in these documents.

1. Archivio Chigi 33, fol. 557r

Ariccia, 11 June 1668

Dal Signor Capitano Ciaia mi sono stati portati li favori di Vostra Eminenza essendosi compiaciuta di aver memoria d’una sua serva umilissima onde faccio considerare a Vostra Eminenza l’infinito contento che ne ò riceuto se bene questo viene amaregiato dal sentire che a Vostra Eminenza che li siano sopragiunte nuove occupatione che gli vietano il mantener la parola di tornare in qua quanto prima. Voglio però credere e sperare che Vostra Eminenza non sii così privo di pietà che ci vogli far penare senza avere speranza di godere della sua presenza almeno per un sol giorno, e restando con questo desiderio come anco di esser sempre.

2. Archivio Chigi 33, fol. 561r

Rome, 19 September 1668

Già che non ho auto fortuna di riverir di persona l’Eminenza Vostra la sera avanti che partissi di Roma servirà questa mia per renderli reverente tributo di gratie.

Notes: A short letter with little more than generic flattery.

3. Archivio Chigi 33, fol. 562r

Rome, 20 September 1668

Se il tempo breve della partenza di Vostra Eminenza non mi permette per ancora di ricevere le sue da me tanto tanto desiderate lettere, non per questo puol scemare in me di non far conoscere a Vostra Eminenza che viepiù cresce in me l’affetto d’un riverente ossequio colmo di infinite obligationi verso l’Eminenza Vostra.

Notes: A short letter of thanks; fols. 562v–563r are blank. The letter is addressed on fol. 563v to “Il Signor Cardinale Sigismondo Chigi, Radicofani.”

4. Archivio Chigi 33, fols. 564r–v

Rome, 22 September 1668
(564r)
Mi vado imagginando che di già Vostra Eminenza sia arivato in Siena con ottima salute sicondo il mio desiderio. Per tanto non voglio mancare di adempire al mio debito di far conoscere in ogni loco che l’Eminenza Vostra si ritrovi che io fui, sono, e sarò in eterno sua umilissima serva vera et obligatissima. Voglio però supplicarla d’una gratia confidata nella somma benignità di Vostra Eminenza di volermi honorare di ricordarsi di me qualche volta e considerare come posso vivere mentre son priva di quanto bene godevo in questo mondo. E se bene ad altri pare che il ritorno (564v) di Vostra Eminenza abia a essere in breve, io però nolo posso capire mentre in questa lontananza mi ritrovo in continue pene e mi pol credere che ogni hora mi rassembra un’eternità. Finisco per levare all’Eminenza Vostra l’incomodo et a me leva(?) lo scrivere di vantagio il tormento che mi trafigge l’anima.

Notes: Fol. 565r is blank. The letter is addressed on fol. 565v to “Il Signor Cardinale Sigismondo Chigi, Siena.”

5. Archivio Chigi 33, fols. 566r–567r

Ariccia, 12 November 1668
(566r)
Oggi che è lunedì io ò riceuta la sua adoratissima lettra e non prima e per questo io non havevo risposta a Vostra Eminenza se non adesso. Bisogna però che confessi il gran ramarico che sentii sabato passato non vedendo comparire le solite gratie di Vostra Eminenza da me tanto desiderate et io supponevo quasi che l’Eminenza Vostra non mi avessi bandita dalla sua gratia che più presto vorrei perder la vita. Tutte le cortesissime espressioni che Vostra Eminenza si compiace di honorarmi non posso negare che da me sono stimatissime ma io non le vorrei in carta, le vorrei sentire a voce acciò io potessi renderli gratie di queste con mettermi genuflessa a’ suoi piedi e mi creda che per far questo (566v) mi vorrei trasformare almeno in polvere però quella che è degna d’essere calpestata da Vostra Eminenza. Io ho per inteso che Vostra Eminenza sia per esser qui oggi a otto. O Dio che nova è stata questa! E se mai i miei prieghi fossero valsuti a presso l’Eminenza Vostra hora la supplico di far che sia vero e l’assecuro che farà il medesimo che cavare un’anima dal purgatorio e tal sono io con questi partitanti che none posso più. Io aviso a Vostra Eminenza che quando sarà in Roma ci sono gran partite da farli sopra della mia persona ma io vorrei che Lei li serrassi la bocca con dire che non vole che nissuno entri ne suoi fatti. Quando però (567r) Vostra Eminenza mi vogli continuare la sua gratia che per altro tutti sono congiurati a’ miei danni e potrei dire quasi che sono stata e sono “Oratio sol contra Toscana tutta,” come li potrà far fede qualcheduno. Di nuovo torno a supplicar Vostra Eminenza con dire che senza Lei io non posso più e mi creda che merito pietà solo per quel che ò fatto in sostenere sempre l’adoratione che li professo, avendomi scritto più volte con diversi modi a farmi voltar carte ma tutta è stato vanità.

6. Archivio Chigi 33, fols. 568r–v

Rome, 20 November 1668
(568r)
Havendo sabato passato scritto a Vostra Eminenza che oggi martedì io averei fatto sapere al Eminenza Vostra quanto passava circa la mia andata a Venetia, li dirò dunque che la sera istessa che fu sabato venne qui da me il Signor Contestabile et il Signor Prencipe Don Agostino a persuadermi che io andassi a Venetia et io non dissi né si né no. Hora questi signori sentendo questo mi dissero che io lasciassi far a loro e con(?) [illeg.] che quando loro avessero fatto l’assicuratione del denaro al Signor Contestabile che [illeg.] speravano che io sarei andata a servirli. Questo è quando passa in questo proposito ma questo non importa niente, bisogna discorrere come potrò fare acciò io possi vedere Vostra Eminenza; (568v) dato il caso vedrò cosa fare. Io per me non lo comprendo perché ci è chi dice che Vostra Eminenza rientri presto e altri dicono di no di poterlo sapere per vedere se anco in questo Vostra Eminenza è contro me cospirato a farmi disperare affatto. Non so che dire di vantaggio sopra della mia partenza se non che ieri presi medicina e domani mi caverò sangue, stando io poco bene e di testa e di stomaco.

Notes: Fols. 569r–v are blank.

7. Archivio Chigi 33, fols. 570r–571v

Acquapendente, 14 December 1668
(570r)
In questo punto sono arivata per la Dio gratia in Aqquapendente alle due hore ma in verità Vostra Eminenza non potrebbe credere con che spavento vi sia giunta essendo stata in pericolo di morte nel piano di questa città in riguardo de’ fiumi che abiamo trovati con la giunta di una pioggia grandissima accompagnata da tuoni e poi con i miei pensieri malinconici …. Tutta volta niente mi da fastidio di molto se non quando penso alla disgratia che mi venne l’ultimo giorno che stetti in Roma e fu come Vostra Eminenza sa che io non lo potessi riverire sicome(?) era il mio debito e volontà, inoltre li volevo confidare un negotio grandissimo per me che in tal caso io non sarei partita di Roma quando avessi auto il (570v) suo consiglio [illeg.] di questo mio interesse ma già che io conobbi che il non poterli parlare era mio destino, acciò io partissi [illeg.].

8. Archivio Chigi 33, fols. 579r–580v

Venice, 1 January 1668 [=1669]
(579r)
Sabato passato alle 5 hore di notte mi furono recapitate le lettere dove c’era una di Vostra Eminenza….Domenica passata si recitò l’hopera a S. Giovanni e Paolo per la prima volta et assicuro Vostra Eminenza che ànno per recitanti i primi vertuosi del mondo e noi siamo un eccesso(?) di debolezza. Invio a Vostra Eminenza l’hopera asieme con 2 altre acciò Vostra Eminenza mi honori di darne una al Eminentissima Signora Principessa e di rassegnarli la mia umilissima servitù con dirli che non li scrivo per non recarli tedio. La supplico di passar anche quest’offitio con l’Eminente Signor Cardinale Chigi e darli un’hopera…. (579v) In questo punto è statto(?) da me Monsignor Patriarca Dolfini a farmi nuove instanze acciò io vadi nella sua casa e mi ha portate lettere del Eminentissimo Signor Cardinale suo fratello, e del Signor Nicoletti suo nepote ripiene di espressioni cortesissime, ma vedo che sarà vano il poterlo servire mentre i Signori Cornari si sono dichiarati che quando io vadi in altre case per qualche tempo vogliono anche loro essere serviti e poi anche il Signor Procurator Contarini siché non sarebbe cosa da farsi senza far ridere…. (580r) Io poi sono assistente per il Cesti acciò vadi bene l’Argia; basta sentire le nuove. Supplico Vostra Eminenza di ricordarsi che chi sta lungi dal l’idol suo tutto l’affanna. Et io lo provo in persona di Vostra Eminenza che sta con allegria godendo le conversationi sue favorite e me per la sua distanza mi tocca a penare. Circa alla cagniola che mi dice Vostra Eminenza che si fa carezare non posso se non che dire che quella bestiola à giuditio mentre conosce che Vostra Eminenza à da essere il suo patrone perpetuo.

9. Archivio Chigi 33, fols. 581r–582r

Venice, 12 January 1668 [=1669]
(581r)
Quando ricevei ieri la adorabilissima di Vostra Eminenza vorrei che si fosse trovato presente per potermi vedere giubilare e creda fermamente che è cosi sopra al’anima mia che non ritrovo altro contento se non quando leggo le sue lettere tanto da me adorate. O Dio, Signor Cardinale, come potrei fare a sapere che quando tornerò a Roma (se però vedrò che ci sia il gusto di Vostra Eminenza) se abia da farmi penare così le sue gratie dalle quali dipende la mia vita felice come faceva l’Eminenza Vostra quando tornò di Siena? Se mai Vostra Eminenza mi ha potuto conoscere degna di pietà, mi favorisca di dirmelo sinceramente essendo questo il magior tormento che mi trafigge…. È stato da me Monsignor Dolfini il quale non cessa di farmi gratie singolarissime e l’altro giorno andai a desinare a casa loro, ma non fu pranzo ma banchetto; ci fu di cacciagione(?) (581v) tutto quello si pol trovare e poi di pesce; lascio giudicare a Vostra Eminenza che queste gratie sono tutte a conto del E. cura(?) del Eminenza Vostra. Oggi si prova una volta l’hopera in casa e poi si va in teatro a provarla tutta: veda che belle delitie sono queste. Lunedì si reciterà l’Argia e prego Dio che siamo almeno se non aplauditi, compatiti che come stimiamo(?) essendo tanto deboli basta sentiremo(?) aplausi o in bene o in male che Dio non voglia. Havendo di già sigillato la lettera del Signor Prencipe e per non aver tempo di vantagio non ho potuto scriverli il favore del pranzo che mi fecero li Signori Dolfini e di salutarlo in nome di Monsignor che è stato in questo punto da me e mi a comandato che io facessi queste parti(?) anco con Vostra Eminenza, come faccio et io non so che dire di vantagio a Vostra Eminenza se non che il sentire che questa cagniola è invidiabile mentre è (582r) degna d’essere carezata da si caro Signore…. In oltre scrive al Signor Abate Pasionei che facci un’imbasciata a chi me l’[h]a mandata e Vostra Eminenza la veda se gli pare a proposito; se non, dica al detto Signor Abate che non dica niente perché a me non mi importa(?) punto. Finisco non avendo più tempo, bisogna andare a pranzo e poi alla prova.

10. Archivio Chigi 33, fols. 555r–556r

Venice, 19 January 1668 [= 1669]
(555r)
Non posso chiamarmi se non fortunata in vedermi ogni giorno più honorata dalle gratie di Vostra Eminenza…. Pare che se bene quella cagna non è da un par di Vostra Eminenza, tutta volta (555v) quando sarà nelle sue mani aquisterà quel merito che non ha adesso. Io spero che a quest’hora Vostra Eminenza mi haverà fatta la gratia, ma quando questo non fossi, adesso e per sempre dico a Vostra Eminenza che quando non la vogli accettare e tenerla(?) a presso di sé, la facci buttare al fiume perché così resterò più contenta e la supplico di non mortificarmi di vantagio sopra di ciò.

Se Vostra Eminenza richiede nuove dirò che lunedì si recitò l’Argia con grandissimo aplauso et al dispetto di chi non vole facciamo de’ denari(?) e quelli del teatro contrario [SS. Giovanni e Paolo] si mandano a racomandare che non ricitiamo quando recitano loro che sono disperati e il Signor Apolloni gli dirà più sinceramente quanto starà(?). (556r) Per hora siamo trionfanti ma non so quello sarà per l’avenire. Non li invio l’hopera perché di già sanno quello che è e poi l’anno guastata assai per farla al gusto di questo paese. Se poi Vostra Eminenza vole me ne avisi, che subito gliel’invierò. Mi compatisca l’Eminenza Vostra di tanto incomodo che li reco.

11. Archivio Chigi 33, fols. 558r–v

Venice, 2 February 1668 [= 1669]
(558r)
Se il darmi ad intendere fosse bastante a rendermi consolata per l’afflitione che mi ha recato il non aver riceuto il solito favore di quel foglietto che è l’unica mia gioia fosse stato solo causa il poco tempo di scrivere sarebbe assai(?) ma io credo quasi che sia stato volontario o per farmi penare anche di vantagio di quello che peno in ritrovarmi lontano da quell sole che con suoi raggi soleva alle volte beatificarmi. Ma bisogna credere al proverbio che dice “chi à contro il cielo e amor non speri bene.” O se Vostra Eminenza provassi quello che patisce qualcheduno, so certa che averebbe un poco più pietà del prossimo.

I Signori Dolfini sempre più mi favoriscono et il Signor Nicoletti con il suo spirito non manca di persuadermi a fare che io vadi (558v) a ricevere le sue gratie in sua casa. Nuove di Venetia li dico che si dice che anderanno in scena per la prima volta i contrari domani et è quella che è tanto bellissima la quale sarà quella che ci butterà in terra, e subito invierò a Vostra Eminenza il libretto con tutte le distintioni dei personaggi.

12. Archivio Chigi 33, fols. 559r–560r

Venice, 9 February 1668 [= 1669]
(559r)
Dalle gratie di Vostra Eminenza che continuamente mi compartisce sempre più mi rendono consolata nel vedere che Vostra Eminenza si degna di tenere così cortese memoria di chi li vive tanto obligata. Confesso a Vostra Eminenza che il sentire la nuova cattiva della Signora Donna Bernice mi avevo(?) afflitta grandemente ma bisogna aver patienza e confermarsi con il voler di chi ci sostiene.

Ma per discorrere di cose più allegre dirò a Vostra Eminenza che quei di S. Giovanni e Paolo sono usciti con un hoperone considerabile, e li si pol dire regio, che non si pol mettere con più gran pompa assolutamente. I musici non possono essere migliori e l’hopera gli la invio acciò Vostra Eminenza la possi (559v) considerare da se stesso e con tutti i camelli vivi e non di stucco non danno satisfatione e dicono che è cosa da paesani le aparenze e non per la nobiltà e dicono che li sordi possono andare a detto teatro e da noi li ciechi e che li Grimani non potevano far di più, il Beregani poteva far meglio, il Partenio non poteva far peggio, e che val più “Duri lacci Argia sciogliete” che non vale tutto il teatro contro e chi ci è dentro, siché non li possiamo chiamare trionfanti fino adesso e non è poco che due soli fiati siano stati bastanti a mettere in scompiglio tutti quei di la che se bene facessero tutto il concorso sempre ci rimetteranno 6 mila ducati e noi ridiamo. Certo, (560r) Vostra Eminenza ci difenda e dia contro a chi dice mal di noi perché è malignità e mi pol credere che io mai li scrivo ciancie. La supplico di non dire che sono io quella che li do queste nuove, perché direbbero che parlo a passione(?) e non è vero.

13. Archivio Chigi 33, fols. 572r–v

Ferrara, 20 March 1669
(572r)
Subito giunta in Ferrara oggi alle 18 hore ho cercato del tempo per scrivere questa mia a Vostra Eminenza.

Notes: Nothing much but flattery in this short letter.

14. Archivo Chigi 33, fol. 578r

Bologna, 23 March 1669

Dal Signor Appolloni mi è stato avisato che Vostra Eminenza non stia troppo bene. Questo aviso mi à afflitta…. In questo punto sono arrivata in Bologna.

15. Archivio Chigi 33, fols. 573r–574r

Florence, 2 April 1669
(573r)
Veramente confesso che devo grandissime obligationi al Signor Apolloni che non manca mai di darmi nuova del Eminenza Vostra et in quest’hordinario mi scrive e dice che Vostra Eminenza si ritrova alla Riccia e che gode adesso buona salute et io ne godo infinitamente. Mi ritrovo in Firenze e spero di essere presto in Roma dove spero di riverire l’Eminenza Vostra prima come è ‘l mio debito e poi per passare(?) all’Eminentissimo Signor Cardinale Carrafa il quale mi ha fatto honori non hordinari…. (573v) Giovedì prossimo partirò per Pistoia e forse anche a Lucca e poi (574r) alla Vernia et a Siena e di lì a Roma per venir a scontare tutti i favori che ho riceuto fin qui.

16. Archivio Chigi 33, fols. 575r–576r

Florence, 9 April 1669
(575r)
Oggi apunto ricevo una di Vostra Eminenza delli 30 caduto della quale ne sono rimasta tanto consolata nel sentire che Vostra Eminenza hora stia bene.… (575v) Volevo andare in alcuni luoghi ma poi mi è parso ogni hora mille di poterlo riverire di persona et ho tralasciato di andare a Lucca e per tutto sono stata bensi a Pistoia dove sono stata a riverire la nepote del Papa la quale mi ha honorata a un segno che non si pol dir più.

17. Archivio Chigi 33, fol. 577r

Siena, 24 April 1669

Dalla gentilissima di Vostra Eminenza sono stata consolata al magior segno mentre che venendo io costà non sarò priva di poterlo riverire umilmente. Partirò venerdi per essere lunedì di quest’altra settimana in Roma. Qui si sono fatte due accademie in queste feste e ci sono intervenute quasi tutte le dame. Io poi ho riceute e ricevo gratie infinite dalla Eccellentissima sua Signora Madre e per dire in qualche parte la gentilezza di questa Signora basta dire che è madre di sì degno figlio.

18. Archivio Chigi 33, fol. 583r

Venice, 6 December 1670

Seguí sabato passato il mio arrivo in Venezia ma in hora così tarda che non mi fu permesso il darne parte a Vostra Eminenza come supplisco hoggi con questa mia, con la quale non solo sono per ratificarle la mia devotissima servitù ma anco per accusare all’Eminenza Vostra la riceuta del breve che con tanta benignità si è degnata intercedermi da Nostro Signore pervenutomi in questo ordinario, del che ne rendo a Vostra Eminenza quelle ossequiosiss[im]e gratie che devo confermandole perpetue le mie infinite obbligationi.

Di qua non posso darle nuove che dell’opera la quale si va provando e cercando di metterla in buon sesto e si crede che giovedì venturo si anderà in scena sí che in questo futuro ordinario potrò servir Vostra Eminenza della riuscita che farà ed altri particolari di essa. Supplico per tanto l’Eminenza Vostra a conservarmi la sua potentissima protetione e le faccio per fine un ossequiosissimo inchino.

Notes: On bottom left of fol. 583r, the letter is addressed to “Em. S. Cardinale Sigismondo, Roma.” A secretary with a much cleaner hand than Masotti’s appears to have written this letter, to which the singer then added her own signature.

19. Archivio Chigi 33, fol. 584r

Venice, 13 December 1670

L’ossequio e reverenza che io professo all’alto merito di Vostra Eminenza non permettono che io tralasci di ratificarle la mia servitù con un felicissimo augurio di felicità nelle prossime sante feste del Santissimo Natale. Supplico per tanto l’Eminenza Vostra a ricognoscere in queste righe il più devoto e reverente ossequio che possa demostrarle una obligatissima sua serva quale io le professo.

Invio a Vostra Eminenza il libretto dell’opera che giovedì sera [December 11] per la prima volta fu rappresentata in questo teatro e se bene per se stessa non è cosa riguardevole non ho volsuto mancare al mio debito accertandomi che la discretezza dell’Eminenza Vostra la gradirà tale quale sarà.

Notes: On the bottom left of fol. 584r, the letter is addressed to “Em. S. Cardinale Sigismondo, Roma.” The letter is in the same hand as MC 18 above.

20. Archivio Chigi 33, fols. 618r–619v (619r–v blank)

Venice, 3 January(?) 1671
(618r)
Confesso al Eminenza Vostra che nel vedermi honorata della gratie di Vostra Eminenza le quali io non aspettavo così mi posero i[n] confusione ma però avendo fatto bene reflessione al infinita gentilezza di Vostra Eminenza et alla mia vera et umilissima servitù che professo et averò semper verso l’Eminenza Vostra ò preso animo a renderli di mia mano le devotissime gratie e le obligationi che già professo e la supplico a perdonarmi se l’altra settimana passata non li scrissi perché si ricitò per la prima (618v) volta la Dori la quale à un grand’aplauso.

Notes: Both the month and the year are extremely difficult to read, but the reference to the first performance of the opera La Dori suggests a date early in 1671.

21. Archivio Chigi 33, fol. 587r

Venice, 17 January 1671 a Nativitate

La benignità con la quale si è degnata Vostra Eminenza di gradire l’opera della Semiramide che le inviai mi dà animo d’incomodarla adesso di nuovo con questa dell’Eraclio che con questo ordinario le trasmetto e che questa sera per la prima volta si rappresenta in scena e perché fin qui le prove ci hanno dimostrato essere un poco meglio composta e di poesia e di musica, spero che haverà forza d’estrarre dalla bocca dell’Eminenza Vostra quell’amarezza che potesse haverle quella lassata.

Riceverà qui accluso similmente il bando che questa Serenissima Republica ha fatto publicare contro il Mocenigo per il caso che già le deve essere noto.

Notes: On the bottom left of fol. 587r, the letter is addressed to “Cardinale Sigismondo Chigi, Roma.” The letter is in the same hand as MC 18 and 19 above. The date indicates that the scribe is using the Roman system of beginning the New Year at Christmas, so this letter and those that follow below are indeed from 1671.

22. Archivio Chigi 33, fol. 588r

Venice, 24 January 1671

Le cortesissime demostrationi che in ogni tempo si degna l’Eminenza Vostra di compartirmi mi costituiscono in un stato di infinite obligationi a segno che altro non mi resta che desiderare che l’esser fatta degna delli suoi stimatissimi comandi quali saranno sempre con altrettanta puntualità eseguiti.

Questa sera nel teatro di S. Luca si recita per la prima volta l’opera del Dario, la quale in questo ordinario trasmetto a Vostra Eminenza acciò possa vederla et io adesso vado pure ad ascoltarla per poterne dar relatione nel futuro ordinario. So che l’Eminenza Vostra mi perdonerà della confidenza e le faccio per fine humilissima reverenza.

Notes: On the bottom left of fol. 588r, the letter is addressed to “Cardinale Sigismondo Chigi, Roma.” The letter is in the same hand as MC 18, 19, and 21 above.

23. Archivio Chigi 33, fol. 591r

Venice, 7 February 1671

Servirà questa solo per accusar a Vostra Eminenza la compitissima sua delli 31 caduto e renderle le dovute gratie delli favori che giornalmente mi comparte per sua mera benignità. Non mi allungo in ragguagliarla di quello segue dell’opere già che dall’Eccellentissimo Signor Principe Don Agostino potrà Vostra Eminenza esserne informata a pieno. Io credo che partirò di qua il prossimo lunedì di quadragesima se non mi s’oppone qualche grand’impedimento si che mi riservo a ricevere le sue gratie a Roma a Pasqua e per fine faccio all’Eminenza Vostra humilissima reverenza.

Notes: On bottom left of fol. 591r, the letter is addressed to “Cardinale Sigismondo Chigi.” The hand is the same as that found in MC 18, 19, 21, and 22.

24. Archivio Chigi 33, fols. 592r–v, 592bisr–v

Rimini, 31 May 1671
(592bisv)
Io credevo di tornarmene a Roma ma mi ànno volsuto con loro questi Signori.

25. Archivio Chigi, fols. 593r–v

Venice, 20 June 1671
(593r)
Supplico l’Eminenza Vostra a volermi perdonare se non ò adempito al mio debito in darle parte del mio arivo in Venetia ben che fosse sabato passato ma pole esser(?) certo che si arivò tardi assai e quel poco di tempo che vi fu se ne andò in complimenti. Io sto adesso in casa Grimani, padroni del teatro i quali stanno attendendo le gratie da Vostra Eminenza con grandissima brama però la prego a volermi onorare di questa licenza, ma più presto che Vostra Eminenza pole.

26. Archivio Chigi 33, fol. 594r

Venice, 27 June 1671

In quest’ordinario ricevo la licenza de’ libri per i Signori Grimani e ne rendo umilissime gratie al Eminenza Vostra ma non posso far di manco di lamentarmi con Vostra Eminenza perché non si è degnato di favorirmi ne anco d’un verso. Pazienza; è vero che io non son degna di simile favore.

27. Archivio Chigi 33, fols. 595r–596v

Venice, 18 July 1671
(595r)
Se per il passato Vostra Eminenza mi à fatta degna delle sue gratie e da me sono state stimate al magior segno, adesso posso dire di certo che io non ò spirito per poterlo esprimere. Sono dunque con ogni ossequio posibile a supplicarla di una gratia tanto grande che più non pol esere, massime se è in conto della mia reputatione. La gratia che io desidero è che se Vostra Eminenza si volessi degnare di comandare al Appolloni acciò facesse un hopera per quest’anno alli Signori Grimani e si tratta che quanto si cimenta la sua reputatione (595v) tanto più si desidera sapersella(?). Supplico con tutto l’animo Vostra Eminenza a volerci premere e che in questa vi fosse la parte per tanti e che io vi avessi da fare onore sopra ogni altro e quello facci a proposito per questo. Di già l’Appolloni lo sa. Devo però avisare Vostra Eminenza che io di questo ne avevo scritto alla Signora Principessa Borghese ma non so se per i casi successi o che si sia di questo particolare io none ò auto mai risposta. Per tanto prego l’Eminenza Vostra a parlare prima come da se al Apolloni (596r) per vedere se la detta Signora gliene à parlato e se questo è, Vostra Eminenza pole calcare la mano a sollecitarlo; caso di no, pole dirle che la facci e che se poi questa gli parlasse la detta principessa, al Appolloni che non li dica niente e si finga novo di tutto e facci quello li dirà Sua Eccellenza. Gli [illeg.] questo perché non vi è tempo da perdere; sopra tutto, che il tutto resti tra Vostra Eminenza e l’Appolloni. Di gratia l’Eminenza Vostra soleciti questo negotio e pol dire al Apolloni che questi Signori lo regaleranno e se pare a Vostra Eminenza non dica che io gliene ò parlato per fino che la principia ma poi facci quello li pare. (596v) Mi perdoni del ardire ma questo prego l’avrebbe fatto uno di questi signori al quale Vostra Eminenza fece la gratia de’ libri ma anco non è venuto a Venetia, ma credo che poco starà onde allora(?) pagherà il suo debito. Et io resto sempre più di Vostra Eminenza.

28. Archivio Chigi 33, fol. 597r

Polesella, 6 August 1671

Mi stimo molto fortunata della cortese risposta che Vostra Eminenza si è degnata di mandare ma ò sentito al magior segno il non avermi dato nulla risposta sopra del opera che si desiderava del(?) Signor Apolloni. Patientia; ad ogni modo si reciterà e forse meglio del altre volte senza questa(?).

29. Archivio Chigi 33, fol. 599r

Polesella, 16 Agosto 1671

Invio qui annessa una lettera al Eminenza Vostra del Illustrissimo Signor Vincenzo Grimani, il quale subito ritornato à volsuto sodisfare al suo debito. Io desidererei che Vostra Eminenza si come à favorito altri cavalieri di scriverle di suo pugno e così la supplico a voler favorire questo Signore il quale è tanto suo servitore.

30. Archivio Chigi 33, fols. 601r–v

Polesella, 1 September 1671
(601r)
Scrissi una mia al Eminenza Vostra la quale li sarà stata consegnata in mano propria e di questa non ne ò auta risposta ma non mi dispiace solo della mia, mi dole però del inclusa che li scriveva l’Illustrissimo Signor Vincenzo Grimani il quale cavaliere si dichiara tanto servitore del Vostra Eminenza. Credevo bene che Vostra Eminenza con la sua solita cortesia che à saputo favorire tanti altri avesse fatto anche degno un cavaliere come è questo tanto suo servitore. Credo però che sia stato per averle scritto io di questo Signore e per averlo (601v) suppli[c]ato che volesse onorallo di risponderle di sua mano sicome aveva fatto agli altri.

31. Archivio Chigi 33, fols. 602r–603r

Polesella, 22 September 1671
(602r)
Ricevo una di Vostra Eminenza dei 12 del corrente e se per altri tempi come anco di presente sono rimasta onorata delle gratie del Eminenza Vostra, in questa sua ultima mi vedo prevenuta d’una gratia della quale la volevo supplicare come faccio e questo è nel proposito del Alcasta che Vostra Eminenza dice cortesemente di volermela mandare onde sentendo questo che Vostra Eminenza dice di averla trovata a questo effetto, sono a pregarla di farmi il favore stante che questi Signori Grimani l’ànno otenuta da un prencipe grande ma a me mi pare molto alterata nelle scene e così io la (602v) la vorrei confrontare ma come da me e per tale effetto la supplico di mandarmela subito, assicurandola che nessuno la vedrà né saprà e così prego Vostra Eminenza di tener segreto acciò non lo sappi veruno(?); pol essere certo che non lo saprà altri che Vostra Eminenza et io, e poi questa opera si ritrova in Germania, in Fiorenza, e in Roma, onde io neanco ò possuto sapere di dove questi Signori l’abino ottenuta. La starò attendendo con ogni cellerità e ne son certa mentre so quanto Vostra Eminenza si degna onorarmi de’ suoi favori e per aviso di Vostra Eminenza se non v’è la musica non importa perché a me basta le parole sole.

32. Archivio Chigi 33, fols. 604r–605r

Polesella, 29 September 1671
(604r)
Credo che nel medesimo tempo che li sarà consegnata questa mia Vostra Eminenza ne averà forse riceuta un’altra quasi del medesimo tenore, la quale gli[e]l’ò inviata per la posta solita di Venetia ma se questa non le fosse capitata replico questa al Eminenza Vostra e la supplico di farmi tanta gratia di inviarmi l’opera del Alcasta che ella mi dice per sua cortesia di avermela trovata a questo effetto, e creda certo Vostra Eminenza che se bene la non mi scriveva con tanta benignità io la volevo supplicare in tutte le forme di questa gratia, la quale mi preme perché ritrovandosi la detta opera in Fiorenza, in Spruch, in Vienna, e in Roma, non so di dove questi Sig. Grimani l’ànno ottenuta (604v) ma nel leggerla mi pare che nelle scene sia stata alterata onde per confro[n]tarla io desidero che Vostra Eminenza mi facci gratia d’inviarmela ma subito, assicurandola che nessuno lo saprà e vedrà se non io il paragone. Signor Cardinale, la supplico di tutto come già che ella medesima mel’à esibita ed io la prego a non mettermi dificoltà e lo spero. La starò dunque attendendo con ogni sollecitudine e la potrà consegnare al medesimo che li consegnerà la lettera o dentro una scatola o in un piego come parerà al Eminenza Vostra.

In quanto poi della risposta del Sig. Vincenzo Grimani dalla lettera di Vostra Eminenza, si pol più compren[dere] che Vostra Eminenza l’abia scritto che altro, ma questo Signore (605r) non l’à riceuta né di mano di Vostra Eminenza né di segretario onde io sono rimasta mortificata di questa cosa ma sicome Vostra Eminenza sempre mi à fatte tante gratie la si contenti concedermi anche questa di rispondere a questo cavaliere il quale professa al Eminenza Vostra tanto ossequio e servitù, a volerli rispondere ma di sua mano e tanto io desidero questo prima per aver io trattato questa cosa e per far conoscere che Vostra Eminenza mi fa delle gratie e poi perché so che ella à fatto questo favore a delgli altri cavalieri. Confido nella sua infinita gentilezza e spero in risposta di questa di ricevere l’Alcasta.

33. Archivio Chigi 33, fols. 606r–v

Venice, 29 November 1671
(606r)
Invio al Eminenza Vostra una qui annessa del Signor Vincenzo Grimani il quale è restato tanto legato dalla infinita cortesia di Vostra Eminenza che più non si pol dire. Gli lasso considerare il godimento che ne provo per esser questa causa venuta per mio mezzo…La supplico si come mi à favorita fin qui di voler favorire questo cavaliere in tutte le sue occorrenze, assicurandola che quando lo conoscerà, ritroverà che è degno di tutte le gratie e poi non posso dirle il grande genio che porta verso la persona sua.

(606v) Questa sera si prova il Caligola delirante prima opera e credo che riuscirà.

34. Archivio Chigi 33, fols. 607r–v

Venice, 19 December 1671
(607r)
Conosco che Vostra Eminenza a mille riprove si compiace di farmi degna delle sue gratie onde le resto con eterne obligationi.

Il Signor Vincenzo Grimani è rimasto confuso nel vedersi tanto favorito e veduta la sua fè(?) et avendo fatto riflessione all’aver chiesto questo cavaliere un titolo senza rendita.

Adesso vado alla prova e vi intervengono i prencipi di Bransvich. Li mando due hopere stampate che sarà un[a] sua e ne darà una al Signor (607v) Prencipe al quale non scrivo perché non ho tempo … Scusi se non sono le hopere con la coperta di garbo(?) perché non v’è stato tempo e per mandarle presto.

35. Archivio Chigi 33, fols. 585r–586r

Venice, 9 January 1671 [=1672]
(585r)
Rendo vivissime gratie al Eminenza Vostra del’hopera inviatami della povera Dori e si come alla detta li porto tanto affetto così mi è dispiaciuto sentire il di Lei poco aplauso né so perché, mentre se di nuovo qui si tornasse a fare piacerebbe, tanto s’è impressa nelli animi di questa città. Ma tralasciamo la Dori da parte e discoriamo di quello mi preme. Dalla lettera che Vostra Eminenza à scritto al Signor Vincenzo Grimani, vedo che le cose si vanno rafredando. Signor Cardinale, io le dico certo che se Vostra Eminenza non coopera che questo cavaliere sia sodisfatto per tutto questo mese, io di certo non vengo più costà non per altro che per vedermi sì infelice di non poter ottenere con sì gran mezzo una piccola dimanda di questa sorte onde da questo ricavo che tanto meno posso io sperare per me. E poi la madre di questo cavaliere, dama di tanto merito, la (585v) quale non desidera altro che vedere il figlio instradato all’esser prete.

36. Archivio Chigi, fols. 589r–590v

Venice, 6 February 1671 [=1672]
(589r)
Finalmente si ritrovò il piego che veniva a me et ho ritrovato in esso l’hopera del Seiano della quale le rendo vivissime gratie.

Notes: Most of this letter consists of Masotti urging Sigismondo to help Vincenzo Grimani obtain an ecclesiastical office.

37. Archivio Chigi 33, fols. 611r–v

Bologna, 26 March 1672
(611r)
Avendomi l’Eminenza Vostra esebite le sue gratie diverse volte, hora che mi truovo in stato di riceverle la supplico di compartirmele. Quello che desidero da Vostra Eminenza è che avendo mandato per la condotta quattro baulli diretti al Eminenza Vostra quali sono pieni di robbe mie per mio uso(?) la prego di contentarsi di mandare un suo servitore a prenderli acciò non siano aperti nella dovana  [dogana] e si compiaccia di (611v) ordinare che siano portati a casa mia. Questa condotta parte oggi onde credo che fra dieci o dodici giorni sarà costà et in breve vi sarò anch’io.

38. Archivio Chigi 33, fols. 612r–v

Bologna, 27 August 1672
(612r)
Suppongo che Vostra Eminenza non averà discaro che io qua di Bologna dove mi ritrovo di presente le aporti i miei umilissimi ossequi e dirle che mercordì si fece la festa di S. Bartolomeo la quale è stata bella per essere con radunanza grande di dame e poi la machina in musica è stata bella come vedrà (612v) Vostra Eminenza dal libretto che io li trasmetto.

39. Archivio Chigi 33, fols. 613r–v

Ferrara, 15 October 1672
(613r)
Sono in Ferrara da mercordì in qua doppo d’essere stata con la Signora Marchesa(?) Bentivoglio alla Verna, a Camaldoli e a Valle Ombrosa e fino a Firenze e poi a Bertinoro dove doppo qualche tempo si andò a Pesaro dal [illeg.] (613v) e si fecero delle conversationi con il Signor Cardinale Legato; qua ieri sera ci venne il Cardinale Accaioli [Acciaioli] e molte dame e cavalieri.

40. Archivio Chigi 33, fols. 614r–v

Polesella, 11 November 1672
(614r)
Giovedì giunsi qua alla Polesella dalli Signori Grimani dove ricevei due lettere favoritissime di Vostra Eminenza, una di data de ventisette settembre e l’altra de ventinove d’ottobre e nel una e nel altra ho ritrovate espressioni obligantissime e per tale mi confesso al Eminenza Vostra. Il Signor Abate Grimani si dichiara obligatissimo verso l’Eminenza Vostra e gode molto d’essersi fatto prete e credo che quanto prima verrà costà.

Intendo con mio sommo contento la buona riuscita del hopera fatta alla Ariccia dal Eminentissimo Chigi come anco del valore di tutti i virtuosi che v’ànno operato in tutti i generi e rendo infinite gratie al Eminenza Vostra della (614v) dramma che s’è compiaciuta inviarmi. Qua si cerca di ponere al ordine l’hopere ma Dio sia quello che ne aiuti però fino adesso in quanto alla compositione delle parole non mi par male. Starò a vedere quelle della musica e poi parlerò più chiaro.

41. Archivio Chigi 33, fol. 615r

Venice, 17 December 1672

Invio al Eminenza Vostra l’opera di S. Luca la quale è riuscita per la musica bella che per altro non v’è miracoli. Mi lamento che Lei non mi scrive.

Notes: The letter consists mostly of Christmas greetings; the sentence transcribed above is a postscript.

42. Archivio Chigi 33, fol. 608r

Venice, 4 February 1672 [=1673]

Se bene io non sono honorata di ricevere lettere di Vostra Eminenza né meno libretto d’hopere tanto sono rimasta favorita dalla sua casa e da altri, ma patientia. Le invio quello che è l’opera seconda di S. Luca la quale vedrà quella pol essere, noi non facciamo la seconda per essere sufficiente la prima.

43. Archivio Chigi 33, fols. 609r–610r

Venice, 18 February 1672 [=1673]
(609r)
Rendo vivissime gratie al Eminenza Vostra delle nuove che si compiace darmi nella sua lettera e la magiore di queste che mi è stata carissima è quella che mi dice del Eccellentissima Signora sua madre che mentre sento che sia fori d’ogni pericolo e con certezza della sua salute che Dio conservi.

Starò attendendo aviso della venuta sua a Ferrara e subito che vi sarà voglio esservi ancor io e spererò d’essere allogiata dal Eminenza Vostra come sono stata da Gabrielli et hora vado a Bologna dal Cavaliere Pallavicino (609v) così(?) invitata da lui onde tanto più lo spero da Vostra Eminenza. Attenderò cortese risposta di questa con molto brama parendomi ogni hora mille di riverirlo.

Credo che a quest’hora aveva sentito il caso funesto successo a Santi Casata castrato il quale essendo venuto qua con una donna milanese et essendo rimasto disgustato cola un certo Marcantonio Crassi il quale era innamorato di questa giovane, una sera di questa settimana(?) mentre la detta era (610r) entrata nella barcha del Signor Antonio Basciadonne, fratello di quello fu ambasciadore costà, quando questo Santi pose il piede in barca li fu tirato un’archibuciata della quale ne morì in venti 4 hore. Questo sono le nove di questa città.

44. Archivio Chigi, fols. 616r–617r

Ferrara, 24 May(?) 1673
(616r)
Veramente confesso che fino a quest’hora credevo di poter avere ottenuto la nuova che Vostra Eminenza venisse a Ferrara ma sono stata poco favorita dal Eminenza Vostra ma bene è vero che m’è stata data per certo da persona che lo pol sapere…. Di già averà saputo la venuta costà del Signor Abate Grimani con il suo fratello e vanno ad abitare a S. Apostoli. Supplico l’Eminenza Vostra di volerli far degni delle sue stimatissime gratie e far cononscere al mondo che è sua creatura e che vive sotto la sua stimatissima (616v) protetione. Si contenti ancora Vostra Eminenza di compatirli e credere che non sanno l’uso di costà onde è facile che errino. Dico ancora al Eminenza Vostra che il suo fratello non vorrebbe che restassi in Roma onde bisogna che Lei li porti qualche motivo di discorso con dire al Abate che Roma à bisogno d’assistenza e poi dona i premi in fatti. Io desidero che questi Cavalieri possino essere onorati dalle gratie di Vostra Eminenza.

45. Archivio Chigi 33, fols. 620r–v

[no place, no date]
(620r)
L’afflitone con la quale mi ritrovo è così grande che mi sforza a palesarla a Vostra Eminenza per mia consolatione e tanto più mi è accresciuta quanto che ieri sera io osai tanto e fui così temeraria di usare atti di inrever[e]nza verso la persona di Vostra Eminenza che mi ànno resa incosolabile. Per tanto chiedo perdono a Vostra Eminenza e spero che la sua pietà me lo concederà acciò che io non giunga alla disperatione.

46. Archivio Chigi 33, fols. 621r–v

Ariccia [no date]
(621r)
[Illeg.] finalmente doppo aver lungo tempo pensato e ripensato abiamo ritrovato le congregationi che trattengono Vostra Eminenza costà che non possi ritornare sicondo la promessa e tanto più è biasimevole quanto che è per cosa tanto schifa e a tale effetto io ò ottenuto del Signor Principe di far murare la ringhiera quanto prima come anco di dar licenza a quel cuchiere che vole entrare sempre dalla porta del Corso.

O Dio come pol essere che un cardinale di santa chiesa e di tanto spirito si sia lassato vincere da legami tanto deboli che apresso il mondo apparisce che Vostra Eminenza stimi più le comedie che l’opere eroiche? Basta. Dirò solo a Vostra Eminenza che quando facio reflessione a questa cosa io resto imobile essendomi gionta al improviso quello che non credevo mai et ora lo tengo per evangelo riflettendo alla gran premura di tornare a Roma (621v) che Vostra Eminenza aveva. E per non trattenere Vostra Eminenza dalla cara conversatione, resto.

47. Archivio Chigi 33, fols. 622r–623r

[No place, no date]
(622r)
Abenché che Vostra Eminenza non si sia forzato di farmi sapere il suo ritorno in Roma non ostante sono a rallegrarmi seco del suo felice ritorno e le do anco aviso come il Signor Abate Muti mi disse avanti la mia partenza che [erased word] suo fratello era disposto di far tutto e che sarebbe stato attendendo li comandi di Vostra Eminenza si che solo s’aspetta al Eminenza Vostra di far che questa cosa riesca (622v) e bisogna che Vostra Eminenza si contenti d’andare a dirittura dal capo. Il Signor Grimani mi à scritto che il Signor Renato Fini tiene ordine di dare tutto quel danaro che sarà per spesa di sua persona onde essendo disposto Monsignor Muti et essendo in Roma quello che darà il danaro per le spese restano solo le gratie di Vostra Eminenza senza le quali non riuscerebbe cosa alcuna.

48. Archivio Chigi 33, fols. 624r–v

[No place, no date]
(624r)
Dalla somma gentilezza del Eminenza Vostra non si poteva sperare che effetti obliganti; tanto più lo vado sperimentando (per magiormente confondermi) con aver messo in esecutione la gratia tanto da me desiderata e la assicuro che tanto più m’è stata cara quanto che veramente conosco che sia per essere di grandissima satisfatione di Vostra Eminenza e per questo segnialato favore potrei dichiararmi eternamente obligata se molto prima non fossi arrivata a questo segnio. Circa al domandarmi perdono della tardanza, questo è un rimprovero de’ miei gran mancamenti comessi verso la perontezza [prontezza] di Vostra Eminenza con la quale mi à saputo mortificare con un infinità di gratie alle quali non potrò corispondere.

49. Archivio Chigi 33, fol. 625r

[No place, no date]

Sempre più conosco che Vostra Eminenza mi vole accrescere obligationi essendosi degniato di honorarmi de quei caratteri da me tanto desiderati.

50. Archivio Chigi 33, fol. 626r

[No place, no date]

Non resta mai l’Eminenza Vostra di oblig[a]re una sua serva mentre con tanta prontezza à procurato che io possi servire l’Eccellentissima Signora Principessa con la mia asistenza. Certo che mi dispiace l’occasione ma mi consola lo starli vicino per godere i comandamenti di tutta l’Eminentissima et Eccellentissima casa a tal segno che mi paiono secoli questi pochi momenti che restano per adempire ai mei desideri. E fino che mi sarà permesso il potere riverire la persona di Vostra Eminenza vado baciando quei caretteri da me tanto adorati.

51. Archivio Chigi 33, fols. 627r–v

[no place, no date]
(627r)
Non posso esprimere al Eminenza Vostra il contento che viene nel vedermi onorata de’ suoi adoratissimi caratteri…. Nell’altra mia Vostra Eminenza averà riceuto la richiesta(?) della licenza per i signori Grimani…. (627v) Se l’Eminenza Vostra si compiacerà(?) di darmi qualche nova di costà mi chiamerò fortunatissima, ma sopra delle opere vorrei che mi facesse grazia di dare distinta relatione di tutto.

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